Fab Lab Frosinone ha preso parte a una mobilità internazionale Erasmus+ incentrata sulla manifattura digitale avanzata, sui nuovi materiali e sui sistemi di produzione sostenibile, con attività svolte tra Francoforte e Darmstadt. L’esperienza è stata progettata per mettere in contatto diretto mondi che spesso dialogano poco, industria, ricerca accademica e sperimentazione maker, creando un terreno comune basato su casi reali, tecnologie operative e processi concreti.
La mobilità ha avuto un taglio volutamente pragmatico. L’obiettivo non era osservare dall’esterno, ma comprendere come le tecnologie emergenti vengano effettivamente utilizzate in ambito industriale e di ricerca, quali siano i limiti materiali e produttivi, e come robotica, stampa 3D e digital fabrication stiano evolvendo verso soluzioni scalabili e sostenibili.
Durante le visite, il gruppo ha incontrato realtà industriali e tecnologiche di primo piano, tra cui WASP, RevoPoint e CEAD, oltre a LATI Industria Termoplastici e al collettivo La Macchina, noto per progetti sperimentali che integrano design computazionale e fabbricazione digitale, come la panchina realizzata tramite processi robotici. Le attività si sono concentrate sull’uso di sistemi di stampa 3D su braccio robotico per termoplastici, sulla scansione 3D ad alta precisione e sull’impiego di materiali tecnici avanzati in contesti industriali reali. Il confronto è stato diretto, senza filtri, mettendo sul tavolo problemi di processo, costi, affidabilità e industrializzazione.
Il primo giorno è stato dedicato alla partecipazione a Formnext, uno dei principali eventi internazionali dedicati all’additive manufacturing. All’interno della fiera, il gruppo ha preso parte al BE-AM Symposium organizzato dalla TU Darmstadt, che ha riunito diverse università europee di architettura e ingegneria. Le presentazioni hanno mostrato ricerche su nuovi materiali, tecnologie di fabbricazione emergenti e approcci sperimentali che combinano sostenibilità, progettazione digitale e produzione. Particolarmente significativa è stata la presentazione di un materiale innovativo ottenuto da scarti organici, come il letame bovino. Un esempio emblematico di come la ricerca sui materiali stia esplorando strade non convenzionali, ma tecnicamente solide, per rispondere alle sfide ambientali.
Il secondo giorno si è svolto presso i laboratori della TU Darmstadt, con una visita approfondita alle infrastrutture di ricerca. Qui è stato possibile osservare da vicino sistemi di stampa 3D per la ceramica, utilizzati per studiare il comportamento dei materiali e i vincoli di processo, oltre a soluzioni robotiche dedicate all’acquisizione automatica di informazioni dimensionali e geometriche su oggetti modulari, finalizzate all’assemblaggio automatico. La visita ha incluso anche macchine a controllo numerico per la lavorazione del legno e un laboratorio dedicato alla sperimentazione sul cemento, dove le tecniche di costruzione digitale vengono applicate a materiali tradizionali in chiave innovativa.
Nel complesso, la mobilità ha mostrato in modo molto chiaro come robotica, sensing e fabbricazione digitale stiano convergendo verso sistemi produttivi integrati, nei quali progettazione, acquisizione dati e produzione dialogano in tempo reale. Un passaggio cruciale che segna il superamento del semplice prototipo per avvicinarsi a modelli industriali maturi.
Questa esperienza Erasmus+ ha rafforzato il posizionamento di Fab Lab Frosinone all’interno della rete europea dell’innovazione, fornendo competenze avanzate, contatti strategici e spunti concreti per lo sviluppo di nuovi workshop, attività formative e collaborazioni internazionali. Un percorso coerente con la visione del Fab Lab, dove l’innovazione non resta teoria, ma diventa pratica, metodo e impatto reale.
Tutte le spese di mobilità sono state coperte dal programma Erasmus+, rendendo l’esperienza accessibile e inclusiva per i partecipanti selezionati.